Immagine da Flickr, utente amfdesigner.Risparmiare energia significa proteggere l'ambiente. Se si riducono infatti i consumi di energia primaria di origine fossile, come il petrolio, il gas naturale e il carbone, si migliora anche l'impatto sull'ambiente. Questo perché, riducendo la quantità di energia necessaria, si riduce nello stesso tempo l'emissione di CO2 ed inquinanti vari provocati dalla produzione di quell'energia. Per questo motivo, molti considerano il risparmio energetico come una fonte di energia rinnovabile.
Se proprio non si è interessati alla salvaguardia dell'ambiente, va comunque considerata la salvaguardia del portafoglio, che di questi tempi è fondamentale. Il minore consumo di energia infatti consente la riduzione della bolletta energetica annuale. Per esempio, isolare le finestre consente di risparmiare tra il 15 e il 40% di costi spesi per il riscaldamento. Un impianto solare termico consente, a fronte di una spesa iniziale, di usufruire di acqua calda o del riscaldamento, senza più spendere nessun soldo in bolletta.
Il problema principale di questi sistemi, è il costo iniziale. L'isolamento delle finestre costa qualche migliaio di euro, mentre i pannelli solari molto di più. I tempi di ammortamento per i pannelli solari, per esempio, si aggirano intorno ai 6 - 10 anni mentre quelli per le finestre dipendono molto da quanto uno spende già per il riscaldamento.
Gli incentivi fiscali presenti nella finanziaria 2008, fatta dallo scorso governo, prevedevano una detrazione IRPEF del 55% della spesa sostenuta. In questo modo i tempi di ammortamento praticamente si dimezzavano ed il risparmio energetico era praticamente più conveniente e più accessibile.
Nel pacchetto anticrisi (DL 185/2008) varato da questo governo, più precisamente all'Art. 29, è stato stabilito che le agevolazioni non saranno più automatiche. Bisognerà infatti fare richiesta all'Agenzia delle Entrate con la regola del silenzio diniego, cioè se non si ha risposta entro 30 giorni non si beneficerà della detrazione. Oltretutto nel decreto era stabilito anche l'effetto retroattivo, poi però è stato detto che c'è stato un errore e si sono impegnati a cambiarlo. Forse hanno avuto paura della reazione della gente che non avrebbe ricevuto i soldi che gli spettavano.
In pratica con questa legge il governo disincentiva il risparmio energetico. Già convincere le persone a spendere soldi in un investimento a medio termine non è facile; se gli si dice anche che "forse" riceveranno gli incentivi statali, ma non è sicuro, perché i soldi stanziati non possono bastare per tutti, praticamente si convincono a non spendere.
Almeno sono coerenti: hanno detto che ai livelli del protocollo di Kyoto non ci si arriverà mai (mentre altri come la Germania ci sono già arrivati), anzi, il ministro Matteoli ha affermato che l'Italia uscirà dal protocollo dal 2012. Beh, se si continua di questo passo è sicuramente inevitabile.
Quello che mi chiedo è a cosa serva il Ministero dell'Ambiente, a questo punto conviene eliminarlo, per risparmiare denaro pubblico, o perlomeno rinominarlo in "Ministero per l'Inquinamento".





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